9 mesi di X-T2: PARTE PRIMA - Andrea Cimini

03-05-2017

Scogliere del pan di Zucchero, Sardegna, Italia. Fujifilm X-T2 con lente XF 16-55mm R WR a 16mm F10 1/1600 ISO1000.

Ecco: questa è la foto che rappresenta pienamente l'entrata della Fujifilm X-T2 nella mia carriera. In questa recensione a puntate cercherò di illustrarvene i motivi, primo tra tutti il fatto che negli 0,3 secondi successivi allo scatto di questa fotografia l'onda ha colpito me e la macchina!!!


                                                                                                 ..siamo sopravvissuti entrambi.


1.0 - L'approccio iniziale

Sono divenuto famoso tra i miei amici, colleghi e contatti sui social per essere sempre insoddisfatto dell'attrezzatura. Iniziai con le reflex perché..beh: "se non usi una reflex non sei un professionista" cit. anonimo (probabilmente una voce che fanno girare gli A.D. di Canon e Nikon). Quando capii i vantaggi delle Mirrorless feci il salto. Tra le macchine che ho acquistato nella vita e quelle che ho usato per lavoro posso annotare:

- Canon Ftb 
- Olympus OM20 
- Fujifilm s4200 
- Nikon D3200 
- Canon 100D 
- Canon 5D Mark ii 
- Canon 70D 
- Canon 5D Mark iii 
- Olympus OM-D E-M10 Mark ii 
- Panasonic Gh4 
- Samsung NX-30 
- Samsung NX500 
- Samsung NX1 
- Sony A7ii 
- Sony A7Rii 
- Sony a6300

Quelli si che erano bei tempi, i treni arrivavano in orario,
i fotografi venivano pagati per il lavoro che svolgevano...

Non mi ritengo un esperto ma qualche macchina l'ho provata! Ognuna di queste spiccava per una particolare funzione, ma inesorabilmente si dimostrava un fallimento in tutte le altre.

--- CANON: affidabili certo, ma non particolarmente brillanti e inesorabilmente INGOMBRANTI.
--- NIKON: espressione dei colori accattivante, per il resto vedi Canon con aggiunta di uno zero in fondo ad ogni prezzo.
--- OLYMPUS: comoda e piccola come nessuna ma guai a toccare gli ISO.
--- PANASONIC: top per video e un mercato che tiene negli anni ma per foto un disastro, un lag tra la pressione sul bottone e l'effettivo scatto a dir poco imbarazzante, un menu progettato dall'Enigmista e milioni di tasti..milioni di milioni.
--- SAMSUNG: stupende, una qualità dell'immagine eccelsa sia in foto che in video ma totalmente inaffidabili per problemi di surriscaldamento del sensore e per giunta un'assistenza penosa, senza contare che la Samsung dall'oggi al domani ha abbandonato il reparto fotografia lasciando a piedi migliaia di possessori.
--- SONY full frame: qualità dell'immagine ottima sia in foto che in video (tranne per la 7ii..un calesse) ma autofocus l e n t o (questo finche non sono uscite A7III e A9, dei fulmini!), corpo macchina pesante, lenti giganti e costi non proporzionabili ai profitti del fotografo medio (A7Rii + Sony 70-200 f/2.8 + 24-70 f/2.8 + 16-35 F/4= 8750,00 euro. Prezzi Amazon aggiornati alla data odierna).
--- SONY APS-C: autofocus velocissimo ma batteria con durata di un'ora al massimo e 1000 combinazioni di tasti per cambiare valori di base (tipo ISO). Va inoltre aggiunto che la politica della Sony di far uscire un corpo macchina nuovo ogni 6 mesi non aiuta visto che comprai la mia A7ii a 1650,00 euro e dopo 8 mesi lo stesso Amazon la vendeva a 999,99 euro (usate le regalavano a 500 euro).



Molti colleghi ed amici sostenevano a ragione la difficoltà delle case costruttrici nel creare un oggetto che eccellesse in ogni aspetto; ma aggiungo che molte case preferiscono cedere a questa riflessione:

                  "perché costruire un solo oggetto che risolva ogni problema facendolo pagare 2000 euro quando possiamo costruire
 5 oggetti, ognuno specializzato in un solo aspetto, facendoli pagare 1500 euro l'uno? (Sony insegna)"

In questo contesto, disamorato e sempre in cerca del Santo Graal vengo a sapere dell'uscita della Fujifilm X-T2. Ho sempre apprezzato le macchine Fujifilm, la loro resa dei colori, la qualità degli obbiettivi, la tenuta ISO e l'aspetto vintage; detto ciò non sono mai stato un grande fan di Fuji in quanto mi occupo maggiormente di fotografia sportiva e l'autofocus è sempre stato il loro tallone d'Achille. Ma questa macchina sembrava diversa, favolosa... ma dopo tanta esperienza e tante favole non credevo più ai dati sulla carta. 

Perciò in cerca del rivenditore Fuji più vicino a me mi imbatto nell'Ottica Universitaria, proprio dietro alla Sapienza. Entro: un buchetto di negozio ma fornitissimo. "Salve, ho saputo che avete la Fujifilm X-T2. Posso avere dei consigli? L'avete provata? Come va?" La risposta di Alessandro, il commesso, è stata quella che tutti i fotografi in procinto di acquistare ma dubbiosi vorrebbero sentirsi dire:

                                       

                                          "te la prendo, così la provi." 


Sono uscito dall'Ottica Universitaria con la mia nuova X-T2.


1.1 L'aspetto

Ultimamente il vintage sembra tornato di moda: occhiali da sole, scarpe, automobili, pettinature. Tutti guardano indietro con la speranza che questo revival crei la giusta nostalgia che permetta di aumentare le vendite; le case costruttrici di macchine fotografiche non sono da meno. Già da qualche anno Olympus, Fujifilm e Panasonic sembrano incentrare tutto il loro stile verso un ritorno al passato. Per non parlare della Leica che praticamente non cambia la forma dei corpi macchina da decenni. 

In questo clima nasce la X-T2, praticamente identica al modello precedente, la X-T1, che sembra una copia delle reflex a pentaprisma che giravano tra il 1950 e il 1990. Dalla prima Rectaflex del 1947 passando per Pentax Asahi, Nikon F fino alle Fujica.

Da guidafotousato.it

Che dire della nuova Fujifilm X-T2? Lo stile è decisamente quello  delle SLR (Single Lens Reflex) a pentaprisma. Un corpo macchina con forme decise e nette, senza fronzoli e senza grip... ho detto senza grip?!? Già: ne riparleremo tra poco nella sezione dedicata alla maneggevolezza della X-T2.

Qui sotto potete vedere due immagini della X-T2, in versione black e silver, e potete confrontarla con le otto reflex qui sopra: difficile distinguerle. Personalmente amo molto lo stile vintage, non solo perché mi riporta ai bei vecchi tempi ma soprattutto perché viaggio molto. Cosa c'entra? c'entra eccome: girare con un corpo macchina di modeste dimensioni e che peraltro assomiglia ad una macchina fotografica a rullino attira poco l'attenzione, sia dei miei soggetti sia dei potenziali malintenzionati.

Da Fujifilm.com

Da LiveJournal.com

1.2 - Dimensioni e "portabilità"

Come potete vedere dall'immagine qui sotto, la Fujifilm X-T2 assomiglia anche nelle dimensioni ad una SLR anni '80. Anzi addirittura la mia Canon FTb è leggermente più grande. Questo per fortuna non si traduce in un'ergonomia limitata, ma di questo ne parleremo nel prossimo paragrafo.

Le dimensioni esatte della X-T2 solo corpo sono  133 x 92 x 49 mm, rispettivamente lunghezza x altezza x spessore in millimetri, per un peso di 507 g (inclusa batteria e scheda di memoria), 817 g con il 18-55 mm f/2.8-4 montato. Numeri... e ancora numeri, ma purtroppo devo pur dare delle cifre esatte. Ora che le ho date posso dirvi questo: tempo fa feci un lavoro in teatro con una collega. Niente di particolarmente faticoso, un saggio di ballo di fine anno. Quattro ore totali. Non avendo all'epoca un obbiettivo lungo la mia collega mi ammollò una 5D mark ii con 70-200 f/2.8. Peso totale: 2,4 kg. Posso assicurarvi che è stato il lavoro che mi ha convinto definitivamente a passare alle mirrorless.

La mia più recente e la mia prima macchina fotografica: non mi sono evoluto poi tanto.

Sempre parlando di esperienze posso aggiungere che poco tempo fa sono stato in Sardegna per portare avanti il mio progetto fotografico sul Parkour (WE LOVE ASPHALT). Decisi di viaggiare leggero: Tamrac Evolution 6. Uno zainetto modesto ma ben costruito. Sono riuscito a portare:
- Fujifilm X-T2
- Fujifilm X-T10
- Fujifilm xf WR 16-55 mm f/2.8
- Fujifilm xf 18-55 mm f/2.8-4
- Samyang 12 mm f/2.0 
- Fujifilm xf WR 50-140 mm f/2.8
- Treppiedi Manfrotto Pixi
- 6 batterie Fuji NP-W126
- 2 caricabatterie Fuji
Se avessi avuto un corredo Canon avrei dovuto pagare due posti sull'aereo. Posso aggiungere che nella borsa a tracolla AmazonBasic entrano tranquillamente la X-T2 con 16-55 montato, il Sami 12mm e il 50-140mm. Provate a fare lo stesso con Canon, Nikon o Sony con i rispettivi obbiettivi.

Parlerò spesso delle mie esperienze perché sostengo con forza la loro importanza a scapito di una lista di numeri. Sapere esattamente che la vostra macchina fotografica pesa x grammi invece di n grammi non ha importanza, ma sapere che la vostra attrezzatura possa seguirvi in ogni vostra follia è fondamentale!

Al riguardo la Fuji ha sviluppato una linea ad hoc per chi si occupa di reportage, la WR f/2.0 Prime Lenses (23mm, 35mm, 50mm), che con le loro dimensioni ridotte, l'ottima qualità e accuratezza dell'autofocus promettono veramente bene, ma di questo ne parleremo nella seconda parte di questa recensione. 

1.3 - Maneggevolezza ed ergonomia

Il trend dichiaratamente vintage che spopola ultimamente, di cui parlavamo nell'introduzione a questo post, può attirare facilmente nel caso di utilizzatori occasionali ma per un professionista lo stile deve essere accompagnato dalla funzionalità. Un fotografo non compra una macchina perché bella a vedersi..cioè, anche! Ma non usciamo fuori tema! (maledetta G.A.S.!!!)

Fujifilm X-T2 / 18-55mm SENZA GRIP

Fujifilm X-T2 / 16-55mm CON GRIP (MHG-XT2)

Fujifilm X-T2 solo corpo.

Fujifilm X-T2: corpo + Hand Grip MHG-XT2.

Sarò franco: passare dalla Sony A7ii con il suo meraviglioso grip alla Fuji X-T2, apparentemente piatta come la Canon FTb, mi preoccupava alquanto. Devo dire che il grip, dopo l'accuratezza dell'autofocus, è uno dei parametri al quale sono più attento. Questo perché molte volte mi capita di scattare foto senza usare il mirino o tenendo la macchina con una sola mano mentre con l'altra la proteggo da caraffe di birra o palloni vaganti.

Con somma sorpresa posso dire che la X-T2 si tiene in mano che è un piacere, ma lo affermo con delle riserve. Ora mi spiego. La X-T2 esce con il xf 18-55 mm f/2.8-4 come kit base e devo dire che con quest'obbiettivo la macchina è perfettamente bilanciata; anche con i nuovi obbiettivi F/2.0 (23mm, 35mm, 50mm) in stile Summicron si lavora benissimo. 

Purtroppo per il tipo lavori con il quale mi cimento più spesso (concerti, eventi sportivi, fiere, conferenze) necessito di obbiettivi zoom molto veloci. 

Peso e le dimensioni delle lenti sono dovute principalmente a parametri ottici dai quali non si può sfuggire. L'unica possibilità è  lavorare sullo spessore dei bussolotti, sulla limatura di spazi inutili e sui materiali usati ma più o meno peso e dimensioni di un 70-200 son sempre quelle. La politica di Fuji di non affacciarsi al mercato full fram, ma di rimanere nel settore delle APS-C, ha permesso di abbattere le dimensioni degli zoom: il corrispettivo del 70-200 per una APS-C è il 50-140mm, più piccolo (Nonostante questo son pur sempre candelotti non indifferenti)

La Fuji ha sviluppato degli ottimi zoom:
- 16-55mm f/2.8 L RM WR
- 50-140mm f/2.8 L RM OIS WR
- 100-400mm f/4.5-5.6 L RM OIS WR

Nikon 70-200mm f/2.8 vs Fujifilm 50-140mm f/2.8 (70-200mm f/4 35mm equivalente) da aboutphotography-tomgrill.blogspot.it

(Nikon D750 + Nikkor 70-200 f/2.8) VS (Fujifilm X-T1 + Fujinon 50-140mm f/2.8)
Da: aboutphotography-tomgrill.blogspot.it

Possiedo il 16-55mm e il 50-140mm, con cui mi trovo benissimo: sono veloci, puliti e di qualità eccelsa; inizialmente ho sentito la necessità ovvia e pressante di acquistare un grip aggiuntivo per la mia X-T2 perchè il 50-140mm non voleva in nessun modo starsene buono e tranquillo tra le mie mani. Avevo sempre l'impressione che volesse sgattaiolare via... verso il pavimento. Per cui misi mano al portafogli. La Fuji ha sviluppato due grip aggiuntivi: l'Hand Grip MHG-XT2 e il Vertical Power Booster Grip VPB-XT2. In parole povere: il primo è un semplice grip mentre il secondo è un battery grip che aumenta le prestazioni del corpo macchina (potete trovare maggiori info sul sito della Fujifilm Global). Ho scelto il primo perché non necessitavo del boost di prestazioni e per via del prezzo (il power costa 3 volte il grip semplice).
La immagini all'inizio di questo paragrafo mostrano la mia X-T2 senza e con il grip (MHG-XT2). Vorrei farvi notare la polvere e le sporcizie che ricoprono il corpo macchina e la non curanza con cui ne parlo, ma della tropicalizzazione ne parleremo più avanti.

Devo dire che l'acquisto del grip ha cambiato totalmente il feeling con la mia T2. Con gli zoom WR avevo serie difficoltà a staccare una mano dal corpo macchina per cambiare la lunghezza focale o i diaframmi. Ho sempre sentito che la Fujifilm è una delle poche case che ascolta veramente i suoi clienti, che apporta modifiche tramite Firmware in seguito a lamentele o semplici consigli. A questo punto non so se la scelta di creare un corpo macchina modulare sia dettata dall'esistenza di due fazioni di fotografi, quelli che preferiscono un corpo macchina leggero e quelli che preferiscono avere un buon grip, oppure dalla logica di mercato in stile Sony. In ogni caso mi sentivo soddisfatto perché libero di scegliere il corpo macchina più adatto alle necessità del momento.

In realtà dopo qualche tempo ho cominciato a non utilizzare più il suddetto grip: un po per pigrizia (attacca e stacca), un po per il peso (non pesa molto ma perché comprarsi una macchina leggera e aggiungere componenti?) ma soprattutto perché ho capito come impugnare questa X-T2 senza farmela cadere dalle mani. Aggiungo che il design del grip aggiuntivo non aiuta molto la presa. Affrontiamo un argomento per volta.

Avevo già letto in un blog che le Fuji (in quanto mirrorless) vanno impugnate diversamente; detto così è facile. Ma diversamente come?? Una Canon 5D o una Sony a7Rii con i loro bei grip permettono una presa comoda semplicemente utilizzando medio, anulare e mignolo per la parte anteriore della macchina in modo da abbracciare tutto il grip con la mano e seguirne così la forma; nella parte posteriore della macchina si appoggia il palmo della mano in corrispondenza dei muscoli flessori del pollice (parte anteriore della macchina = dove si alloca l'obbiettivo; parte posteriore = dove si collocano mirino e schermo). Con questo tipo di presa l'indice è libero di premere il pulsante di scatto ed il pollice è libero di ruotare una delle mille rotelle dei corpi Canon (poste in alto sul corpo proprio per questo motivo) e bottoni dei corpi macchina Sony (posti ovunque per sadismo). Bello e comodo ma decisamente un ingombro in fatto di spazio. La Fuji è praticamente piatta se non per un misero avvallamento nella parte anteriore e un'aletta nella parte posteriore in alto a destra sul corpo. Qui la mano non viene più posta a conca a seguire la forma dell'eventuale grip Canoniano ma le dita sono praticamente appoggiate diritte sulla parte anteriore. Sul retro, oltre al palmo, si appoggia anche il pollice (sull'aletta) ed il gioco è fatto. Non a caso la ghiera posteriore è posizionata vicino all'aletta.

Ma parliamo del grip aggiuntivo; devo dire con rammarico che è un po misero. Per carità: i materiali sono ottimi ma il design lascia a desiderare. Per prima cosa è verticalmente troppo corto: praticamente si regge la macchina con anulare e mignolo. Ed inoltre ha un'inclinazione troppo accentuata verso la parte laterale destra della macchina che lo rende scivoloso. Bocciato.

,Una delle caratteristiche che mi ha fatto propendere decisamente verso la scelta di vendere tutto il mio corredo e passare a Fuji la potete osservare in dettaglio nella foto qui sopra.

Prima di acquistare cercai di documentarmi bene per comprendere il feeling che si prova a scattare con la Fuji. Infognato tra Youtube e blog mi ricordo una frase di un fotografo che all'epoca non compresi a pieno ma che con il senno di poi, ho sperimentato:

"scattare con la Fuji non solo riporta visivamente ai tempi delle SLR ma ti costringe a riflettere prima di scattare" (Pete Bridgwood)

Tutti i comandi principali hanno una ghiera esterna proprio come le vecchie SLR. Voi direte: ebbene? Anche le Nikon-Canon-Sony-Compagniabella ce l'hanno. Ed ecco la differenza: nei corpi macchina delle DSLR e delle Mirrorless-non-Fuji i valori di Tempi-Diaframmi-ISO sono gestiti da piccole ghiere a scomparsa nella parte frontale destra e sinistra (tempi e diaframmi) e posteriore destra (ISO).



Le ghiere a scomparsa non ti permettono di capire a macchina spenta i valori impostati precedentemente!!! 


Inoltre durante un evento mi fermo spesso ad osservare per capire come evolverà le situazione, mi fermo a respirare l'aria di festa (invece di scattare a raffica come un dannato commando!). In questi momenti esco mentalmente, anche se solo per un attimo, dalla dura realtà del motivo per il quale sono in quel momento in quel luogo per lasciarmi coinvolgere dallo spettacolo. 

Questo mi aiuta molto a cogliere l'atmosfera dell'evento e cercare di trasmetterla nelle mie immagini. Non so voi ma personalmente, nel momento in cui riprendo la macchina in mano, uscire di getto dalla poesia del momento e ricordarmi quelle dannate cifre mi ha sempre urtato. 

La X-T2, come potete vedere dalle immagini, ha tre ghiere nella parte superiore. Da sinistra verso destra la prima che troviamo è la ghiera degli ISO; ruotandola si cambiano i valori da un minimo ad un massimo (segnalo i 12800 ISO nativi). In realtà si tratta di una doppia ghiera che gestisce ISO e impostazioni di scatto (modalità video, Bracketing, multiscatto veloce, multiscatto lento, scatto singolo, doppia esposizione, filtri avanzati e panoramica). 

Sul lato destro rispetto al mirino troviamo prima la ghiera dei tempi poi quella della compensazione. La prima è identica a quella degli ISO in quanto doppia: la parte inferiore gestisce la misura dell'esposizione. Inoltre entrambe presentano un piccolo bottone sulla sommità che ne permette il bloccaggio, un tool molto utile. Inoltre sono presenti due ghiere a scomparsa sul lato destro del corpo proprio come nelle DSLR. Quella frontale gestisce le micro calibrazioni tra gli intervalli dei tempi: sulla ghiera superiore sono presenti intervalli dei tempi molto ampi, per calibrazioni veloci e più grossolane, la ghiera a scomparsa gestisce calibrazioni più accurate (tra due macro-intervalli). Quella posteriore gestisce lo zoom dell'inquadratura durante la messa a fuoco manuale. Va aggiunto che le ghiere a scomparsa sono customizzabili a piacere.

Infine i diaframmi. Dov'è la ghiera dei diaframmi?!? Questa fu la prima domanda che mi posi quando vidi le prime immagini in anteprima del corpo macchina. Facile: sugli obbiettivi. Come una volta. 

La sigla A in tutte le ghiere si riferisce all'automatico. In questo modo la Fuji ha eliminato la ghiera per la PASM (Program / AperturePriority / ShutterPriority / Manual). Una ghiera in meno della quale preoccuparsi.
Per chi proviene dal mondo delle DSLR questa configurazione può risultare inizialmente scomoda e anche più "lenta" ma personalmente preferisco la riflessione allo scatto selvaggio. Durante le mie chiuse giovanili con i war-gameplay sceglievo sempre il cecchino. 

Non mi perderò in ulteriori chiacchiere noiose sui ognuno dei comandi della X-T2, per quello c'è il manuale, segnalo solo l'ultima introduzione di Fuji: il joystick per il punto di messa a fuoco. Geniale! Non avendo lo schermo touch si può cambiare la posizione del punto di messa a fuoco tramite questo joystick. Certo per quanto riguarda i video forse è un poco più lento di un puntamento via touch ma non mi sembra determinante (chi fa video seri usa il fuoco manuale).

Concludo dicendo che credo sia la macchina fotografica meglio bilanciata e più maneggevole che abbia mai usato; personalmente la trovo anche gratificante e liberatoria, riflessiva e precisa.

Tropicalizzazione

Un corpo macchina si dice tropicalizzato quando, grazie a specifiche tecniche costruttive e alla scelta di particolari materiali, resiste all'infiltrazione di polvere e umidità ma anche a temperature normalmente stressanti.
Devo dire che durante la mia carriera non ho avuto grandi danni ai corpi macchina ma molte volte nel bel mezzo di un lavoro mi sono accorto della presenza di polvere sul sensore; poco male penserete: bastano 2 minuti su Photoshop e quella fastidiosa macchietta nel cielo sparirà come per magia. Posso aggiungere che accorgersi di una macchietta a fine giornata dopo aver scattato 400 fotografie può tramutarsi in una situazione alquanto scomoda.

Scogliera della Laveria di Iglesias. Fujifilm X-T2 con lente XF 16-55mm R WR a 16mm F4.5 1/1250 ISO500.

La tropicalizzazione rimane uno dei punti di forza nella scelta di una macchina fotografica; Il corpo della X-T2 è il lega di magnesio e la Fujifilm assicura che la macchina può resistere a temperature comprese tra i -10 °C e i + 40 °C.

Le foto che vedete in questo paragrafo rappresentano una classica situazione in cui la tropicalizzazione del corpo macchina è fondamentale: ero Sardegna con Mehadi Hasan Bautista per fotografare i ragazzi dell'associazione Parkour Cagliari e la fortuna ha voluto che Nicola Bachis, uno dei fondatori dell'A.S.D., fosse anche lui un fotografo. Perciò dopo tre giorni di shooting a base di salti e arrampicate ci siamo diretti al Pan di Zucchero, vicino ad Iglesias.

Mehadi, bagnato come un pulcino, che si accinge a gesti tecnici estremi. Fujifilm X-T2 con lente XF 16-55mm R WR a 16mm F6.4 1/1600 ISO1600.

Fin qui benone... Se non fosse stato per il vento (credo sui 100-120 Km/h), la salsedine e la pioggia fitta. La tempesta perfetta. Ma era un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire perciò ancora dentro l'automobile di Nicola ho montato il 16-55 mm WR (dove WR sta per Weather Resistant) con l'intenzione di non cambiarlo per nessuna ragione al mondo. Infatti non basta che il corpo macchina sia tropicalizzato, anche le lenti che montate devono esserlo, altrimenti sarebbe come andare in Antartide con la giacca a vento 20000 gocce e i bermuda. La Fuji ha sviluppato l'apposita serie Weather Resistant ma di questo parleremo nel prossimo post (9 Mesi di X-T2: PARTE SECONDA).

Dopo quasi tre ore di scatti torniamo in macchina carichi di immagini ed esperienze fantastiche: una per tutte Mehadi che viene investito in pieno da un'onda lunga e finisce per strizzarsi anche la biancheria intima. Do uno sguardo alla macchina fotografica: sporca, bagnata, gelata, piena di salsedine ma ancora funzionante. Devo dire con rammarico che per Mehadi non è stato lo stesso: la sua 750D ha resistito ma il suo obbiettivo ha ceduto alla forza della natura.

Photo by Mehadi Hasan Bautista. Dal lato sinistro della mia schiena si intuisce appena la pioggia che ho preso durante questi scatti.

Non so voi ma quando piove, grandina, nevica non riesco a resistere: devo uscire a fotografare! Come un bambino che vede una pozzanghera, non aspetto altro, è più forte di me, e sapere che la mia attrezzatura è in grado di seguirmi nelle mie follie vale molto.


Per ora mi fermo qui. Vi rimando al prossimo capitolo!

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