Il Parkour: un libro per raccontarlo - Andrea Cimini

IL PARKOUR - beyond your limits


è questo il titolo del libro che proprio in questi giorni sta animando una miriade di commenti sui social:
è un buon libro? non lo è? si sta speculando? al rogo!! il parkour non si tocca! finalmente un libro sul Parkour!
giusto per citarne qualcuno :)

Ma voi a questo punto vi starete chiedendo: perché nel blog di un fotografo si parla di un libro sul Parkour? ..Beh i motivi sono almeno tre:
1 - nasce principalmente come libro fotografico
2 - sono uno dei fotografi che ha lavorato a questo libro
3 - sono istruttore di Parkour per The Core - Parkour Academy

Mi sembrano 3 ragioni piuttosto rilevanti! :)
Tornando al discorso "social" ho notato che come al solito si è  puntato il dito ancor prima di capire la direzione verso la quale rivolgerlo. Fortunatamente non sono stato colto di sorpresa! Come avrete capito anche se uso molto i social network come Facebook, Instagram, ecc comprendo anche che questi mezzi di comunicazione hanno dei limiti, quindi bisogna farne uso nella consapevolezza di ciò. Comunque vorrei descrivervi in poche parole cos'è realmente questo libro e perché secondo me (e ripeto "secondo me") va supportato e non ostacolato. Per farlo vi racconterò la sua breve ma intensa storia.

Qualche mese dopo l'inizio di quest'anno ricevo una chiamata dal mio amico e compagno di allenamento Andrea Lanciano che mi comunica che ha "urgentemente bisogno di vedermi per parlarmi di un progetto assurdo" (cit. Andrea Lanciano). Ora: chi, come me, conosce Andrea sa che quando ti chiama per proporti un "progetto assurdo" nel 99% dei casi non è solo assurdo ma anche infattibile, impossibile, non attuabile, non avremo mai il tempo, le capacità, i soldi, gli appoggi politici, il carburante, le provviste, una struttura fisica adatta allo scopo ecc.. Ma chi conosce Andrea come lo conosco io sa anche che, nonostante la mancanza di tempo, capacità, soldi, appoggi politici, carburante, provviste, una struttura fisica adatta allo scopo, ecc.., nel 99% dei casi riesce comunque a creare una squadra e portare a termine l'impresa!

Arrivato a casa sua, Andrea mi fa sedere sul divano e inizia a parlare a manetta, fomentato come un bambino che assaggia la Nutella per la prima volta; "sarebbe massiccissimo creare un libro fotografico sul Parkour!". Effettivamente sarebbe stato un primato per lo meno in Italia; inoltre aggiunge anche di voler allegare una breve spiegazione di cosa sia il Parkour e di come si allenano i praticanti. Entrambi presi dalla foga (io perché il progetto mi sembrava stupendo e in ogni caso mi avrebbe anche aiutato nella mia carriera di fotografo, lui perché aveva trovato un altro matto che si era fomentato) decidiamo di aggiornarci di lì a qualche giorno per capire quali fossero i tempi, i doveri e le spese.

Il venerdì successivo mi riconvoca dicendomi che ha notizie riguardo ad alcuni editori interessati al libro.
All'appuntamento a casa di Andrea trovo anche Mattia Migliori, altro compagno di allenamenti e fotografo di notevole bravura (la squadra iniziava a prendere forma).


"Bene ragazzi! Per pubblicare il libro abbiamo due opzioni: se agiamo tramite editori produrre il libro ci costa 2000,00 euro e il rientro per noi su ogni copia venduta è di 2 euro, cioè praticamente zero; inoltre l'impaginazione e la distribuzione sarebbe affidata esclusivamente a lui; l'altra opzione è occuparci di tutto noi, quindi scegliere il formato del libro, la grafica, i colori, i font, ecc ma stampare 1000 copie ci costa 9000,00 euro." 

Avete presente quel momento nel quale durante un incidente automobilistico poco prima dell'impatto il tempo sembra rallentare e tutto avviene in slowmotion? Beh: noi l'avevamo saltato ed eravamo passati direttamente al frontale col muro. "Riflettiamoci su.."
Il giorno successivo Andrea mi richiama: "Allora: mi sono arrivati i soldi dell'incidente in moto. I soldi del libro li metto io! Sti cazzi, sta cosa che stiamo facendo è troppo fica per abbandonarla così!!!"
Pronti..VIA!
Rifletto su quello che voglio mostrare attraverso le mie immagini, stilo un progetto e decido di scattare in bianco e nero; voglio lasciare fuori dall'immagine tutte le distrazioni che il colore avrebbe allegato al messaggio: oltre alla spettacolarità, cosa c'è dietro il movimento? allenamento, fatica, gioia, condivisione, dolore, soddisfazione, dubbio, crescita, esplorazione, scoperta. Inizio a contattare più atleti possibili e nell'arco di 1 mese scatto quasi 2500 fotografie. Faccio una cernita e ne tiro fuori un tot che mi soddisfa, chiamo Andrea e lo invito a visionarle. 

Bellissime! Gli piacciono tutte ma ha ascoltato comunque dei consigli di alcuni editori che gli hanno suggerito di inserire anche una sezione dedicata alla spiegazione dei fondamentali del Parkour. A questo punto aggiunge anche che sarebbe meglio che nelle foto dei movimenti base ci fosse lui come soggetto perché vorrebbe non solo essere l'autore del libro ma preferirebbe mostrare effettivamente che conosce l'argomento. L'idea è intelligente..ma siamo da capo! 
Stiliamo una lista dei fondamentali del Parkour e decidiamo anche di allargare la squadra con altri fotografi perché il progetto sta diventando più grande di noi: entrano in ballo Andrea Papini (che non vive più in Italia ma con il quale Andrea Lanciano aveva già collaborato) e Gianni Caratelli. Ci dividiamo i movimenti da fotografare e organizziamo le date. Nel frattempo Andrea Lanciano comincia a scrivere i testi del libro.

Finiti gli scatti ci rivediamo tutti a casa di Andrea e lui ci comunica che effettivamente sarebbe meglio se le foto delle spiegazioni dei movimenti fossero tutte fatte dallo stesso fotografo e che lui fosse vestito nello stesso modo in tutti gli scatti (per creare un format); aggiunge anche che sarebbe ottimo coinvolgere ancora più fotografi per questo libro. Ve la faccio breve perché avremmo sentito 40 fotografi nell'arco di una settimana ma alla fine la squadra era di 14 elementi: il sottoscritto, Mattia Migliori, Marco Barretta, Gianni Caratelli, Michael Cinti, Luca Gandolfi, Matteo Innocente Furina, Stefano Majolatesi, Andrea Monforti, Andrea Papini, Martina Pavia, Federico Rapisarda, Emily Santoro e Marco Scichilone.Quindi decidiamo di stilare il libro come segue:

1 - introduzione
2 - breve storia del Parkour e descrizione della disciplina
3 - i principi etici e morali su cui si fonda
4 - 20 tutorial di altrettanti movimenti
5 - ringraziamenti e conclusioni

La sezione dei tutorial sarebbe stata gestita in questo modo: una parte scritta con allegate le foto tecniche di Andrea scattate da Mattia Migliori, una sezione dedicata alle foto artistiche scattate da 12 dei fotografi rimanenti e chiusura di ogni capitolo con una foto del sottoscritto riguardante quel movimento. FOMENTO!..ma indovinate?????.. Siamo da capo ancora una volta!Richiamo tutti gli amici e atleti che avevo sentito precedentemente e fisso altri appuntamenti. Dopo dieci giorni ho finito e richiamo Andrea per proporgli queste immagini. Lui le vede, gli piacciono. Ma metà lavoro è stato inutile perché facendo bene i conti 20 tutorial sono troppi per questa categoria di libro (che non è un manuale tecnico in senso stretto). Per cui 10 delle foto che avevo fatto erano pseudo inutili. Bene.Inoltre mi sottopone, come ad un'altra ventina di persone (tecnici di Parkour e non), i testi scritti da lui per chiedermi dei consigli. In un paio di giorni glieli correggo e glieli rimando. 

Secondo Andrea (ma anche secondo il suo amico editore) il mio approccio è troppo tecnico e sarebbe meglio scrivere più alla portata di tutti perché in fin dei conti questo non è un manuale tecnico ma un manuale user friendly. Alla fine decidiamo tutti insieme che forse un approccio tecnico ma con termini comuni sia la soluzione.
Andrea, non soddisfatto di ciò, chiede anche consiglio alla Parkour Generation di Londra. Gli manda i testi e se li fa correggere; inoltre i ragazzi inglesi gli suggeriscono di scriverlo sia in Italiano che in Inglese per allargare gli orizzonti e che se ne sarebbero occupati loro. Le traduzioni sono affidate ad Alex Pownall, Bianca Beebe, Matthew Hofkes e Fabio Pinna.
Andrea propone anche di inserire una scheda personale di ogni fotografo che ha partecipato, una sorta di curriculum. Lo preparo e glielo mando.

Oramai vi sarete anche voi fatti un'idea di com'è Andrea: secondo voi qual'è stato il tempo di vita della proposta del curriculum dei fotografi?..ve lo dico io: 2 giorni. Esattamente il tempo che ho impiegato per scriverlo! :-) dopo di che abbiamo abbandonato l'idea perché c'erano troppi fotografi e si sforavano le pagine massime del libro.

Ancora una riunione. Alla fine abbiamo pensato di organizzare il libro in questo modo:
1 - introduzione
2 - breve storia del Parkour e descrizione della disciplina
3 - i principi etici e morali su cui si fonda
4 - 10 tutorial di altrettanti movimenti (parte scritta, foto tecniche, foto artistiche)
5 - foto artistiche (di movimenti differenti dai 10 spiegati nella sezione precedente)
6 - ringraziamenti e conclusioni

A questo punto, dopo aver scattato tra le 4000 e le 5000 immagini, dopo 3 mesi di lavoro, finalmente il libro non è più un utopia e il traguardo è in vista. 
Prima di lasciare tutte le mie immagini all'impaginatore decido di sottoporle a Francesco Amorosino per chiedergli un parere (un fotografo di fama mondiale al quale avevo fatto da soggetto qualche anno fa e con cui sono rimasto in amicizia); le immagini gli piacciono e mi da qualche dritta su come farle apparire meglio in stampa. Conveniamo che il tema iniziale che avevo scelto per questo progetto, a causa degli innumerevoli cambi di direzione del libro, si era un po' perso lungo la via ma che tutto sommato erano immagini buone.

Di qui in avanti il lavoro era tutto in mano agli impaginatori con cui siamo rimasti in stretto contatto per far sì che tutto venisse come lo avevamo immaginato. 


Cinque giorni fa mi trovo Andrea Lanciano al mio corso di Parkour che mi fa: "Il primo cartone di libri è arrivato. Un'emozione unica". Apriamo e voilà: 7 mesi di lavoro bell'e stampati sotto i nostri occhi. 

L'orgoglio e la felicità.



Spero di essere riuscito a trasmettervi la passione, la fatica e l'impegno che abbiamo messo in questo lavoro.


Vorrei ringraziare Andrea Lanciano per avermi dato la possibilità di essere uno dei fotografi di questo libro; inoltre ringrazio tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto e lo hanno supportato. Infine ringrazio Elena Crupi per avermi dato la forza di non abbandonare tutto e mandare a quel paese  Andrea Lanciano, amico di una vita, ogni qual volta cambiava idea.





Per vedere tutte le immagini del progetto vi rimando alla sezione "PROGETTI, IL PARKOUR: beyond your limits" di questo stesso sito web


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